Chi era e cosa faceva Riccardo Lacchinelli prima di diventare un giocatore di Poker professionista?
Faceva e fa tuttora l’imprenditore, anche se part-time, grazie al papà e al fratello che lavorano anche per lui.
Quando e come hai iniziato a giocare a Poker?
Ho iniziato a giocare a Five Cards Draw poker a 13 anni, con gli amici. La prima volta che giocai a Texas Hold’em fu nel 1989 a Las Vegas. Poi ho ricominciato live verso la fine del 2006.
Ricordi qual è stato il tuo primo piazzamento “in the money” in un torneo multitable?
Online mi piace ricordare la vittoria nel 150 euro di betfair, 2 giorni prima che nascesse mia figlia, luglio 2005, per 15.000 euro. Dal vivo a inizio febbraio 2008, in un main event da 1.100 euro a Sanremo: 22° per 2.500 euro, ma tantissima soddisfazione!!!!
Qual è stato il risultato di maggior prestigio da te ottenuto da quando sei professionista?
Dal punto di vista economico il 3° posto assoluto nella classifica finale nel circuito 2.200 pro del 2008, 5 volte ITM su 6 tappe e 2 final table, 30.000 euro per il terzo posto nella tappa di novembre. Dal punto di vista della soddisfazione personale le due bandierine all’EPT di Praga e al PCA delle Bahamas.
Dall’alto della tua esperienza maturata giocando numerosi IPT, come giudichi il livello medio di gioco in Italia?
Migliore di quello che pensa la maggior parte degli addetti ai lavori. I top player italiani valgono i migliori al mondo. Il movimento è in lenta ma costante crescita e ci sono un sacco di ragazzi giovani molto forti. Sono convinto che a breve ne vedremo delle belle, magari già dall’EPT di Sanremo.
A breve anche in Italia verrà introdotto il cash game nelle varie poker room. Ritieni che gli appassionati di Poker italiani siano pronti per affrontare questo tipo di gioco senza correre il rischio di bruciare interi stipendi in poche mani?
Dopo i 18 anni ognuno e’ libero di fare ciò che vuole. E chi vuole ha già un sacco di opzioni, lotto, slot machine, gratta e vinci. Non serve a nulla criminalizzare il poker,cash game incluso.
Che consiglio ti senti di dare alla massa di neofiti desiderosi di iniziare la loro avventura nel Poker?
Coraggio, pazienza…e un pizzico di follia.
Oltre al Texas Hold’em, quali sono le varianti di Poker che più ti attraggono?
Omaha Hi/Lo e Seven Card Stud.
Quando giochi online preferisci i sit ‘n go o i tornei multitable?
MTT tutta la vita. Sono un animale da torneo.
Sei testimonial di un importante brand come SNAI, come ti trovi con il tuo nuovo sponsor?
E’ un onore fare da testimonial a un’azienda importante come SNAI. I miei “capi” sono persone motivate e con un sacco di progetti ambiziosi. Io farò sicuramente la mia parte, sia dal punto di vista dell’immagine, sia dal punto di vista dei risultati (nei primi 2 mesi e mezzo abbiamo già messo 4 bandierine,anche se 3 sono piccoline).
Fai parte della squadra di telecronisti di PokerItalia24, come giudichi la tua esperienza in questa veste?
E’ un’esperienza nuova, stimolante e divertente. Non potrei chiedere di meglio.
Quali sono, secondo il tuo parere, i libri che non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di un buon giocatore di tornei e di cash game?
Il proprio diario personale, dove un giocatore segna gli errori che ha commesso,impara e diventa un giocatore migliore.
Nell’ambiente del Poker sei soprannominato “Funambolo”, a cosa è dovuto questo appellativo?
Al mio modo di giocare,molto rischioso,senza paracadute e anche alla mia personalità piuttosto estroversa. Era il mio nickname online e l’avevo preso da una poesia autobiografica che ho scritto, intitolata appunto, “Funambolo”.
Immagina di dover disputare l’heads up finale del main event No Limit Hold’em alle WSOP. Chi tra questi giocatori preferiresti non affrontare: Gus Hansen, Phil Hellmuth o Phil Ivey?
Non c’e’ problema: se sono all’HU delle WSOP, al main event, li mando a lavorare tutti e 3. No fear. VAMOSSSS!!!!
www.pokernostrum.it
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